La relazione programmatica del Presidente Torchia


RELAZIONE DEL PRESIDENTE AL CONSIGLIO DEI DELGATI

(Del  29 LUGLIO 2022)

 

Le motivazioni della relazione.

  • Questa relazione sarà composta di due parti.
  • Una disamina dell’evoluzione che  questi Enti, anzi il nostro Ente ha avuto nell’ultimo decennio, con una rappresentazione  dello stato dell’arte e con una necessaria proiezione di come nel prossimo futuro potranno essere gestite  le sfide a cui siamo chiamati.
  • Una declinazione precisa e puntuale di quanto messo in campo negli ultimi anni, con notevoli sforzi economici che ci consentiranno di attraversare questa ultima fase di transizione che porterà, dopo un lungo percorso,  il nostro Ente definito come carrozzone  a divenire Ente che cammina con le proprie gambe e che assurge a protagonista  essenziale per la conservazione e lo sviluppo del territorio

INOLTRE

La guerra dell’acqua diventerà sempre più attuale in un quadro complessivo  che vede l’Italia e il Mezzogiorno al centro di repentini cambiamenti climatici. Le conseguenze  di quei cambiamenti si possono già percepire nel quotidiano. Minori precipitazioni medie atmosferiche  durante il corso dell’anno unite ad un aumento delle temperature  portano ad effetti immediati e dirompenti sul ciclo di generazione delle acque, con una progressiva riduzione della produzione. Un quadro questo che non risparmia la Calabria e soprattutto la nostra Provincia.

  • NEL  FUTURO

Il Consorzio potrà  considerarsi come un fornitore di servizi ecosistemici  come un ente di gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse

 

RAMMENTIAMO BREVEMENTE IL NOSTRO STATUS.

 

  • Giusto per delineare il perimetro  dell’ambito in cui si opera,  Il Consorzio di bonifica è un Ente Pubblico Economico di natura privatistica, a struttura associativa  amministrato dai propri consorziati, che coordina interventi pubblici ed attività privata nei settori della difesa idraulica, dell'irrigazione e della tutela dell'ambiente.  Infatti
  • partecipa all'elaborazione dei piani territoriali ed urbanistici e dei piani e programmi di difesa del suolo e dell'ambiente;
  • esegue, con finanziamento della Regione o dello Stato, le opere di bonifica per la sicurezza idraulica, le opere irrigue e quelle di salvaguardia della qualità e quantità dei corsi d'acqua;
  • provvede alla manutenzione e all'esercizio di tutte le opere facenti parte integrante della rete di bonifica edi irrigazione (pulizia dei canali di irrigazione, funzionamento degli impianti di pompaggio, periodico riscavo del fondo dei canali della rete di colo, monitoraggio della rete scolante);
  • interviene nell'esecuzione e manutenzione delle opere di bonifica obbligatorie ma di competenza dei privati, in nome e per loro conto;
  • assiste i consorziati nella trasformazione degli ordinamenti produttivi delle singole aziende, nella progettazione ed esecuzione di opere di miglioramento fondiario nelle iniziative inerenti lo scolo delle acque.

All’uopo può essere utile ricordare la sentenza della Corte Costituzionale  n° 66 del 1992, la quale recita testualmente: "La bonifica è un'attività pubblica che ha per fine la conservazione e la difesa del suolo, l'utilizzazione e tutela delle risorse idriche e la tutela ambientale. I Consorzi di Bonifica sono una delle istituzioni principali per la realizzazione degli scopi di difesa del suolo, di risanamento delle acque, di fruizione e di gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale e di tutela degli assetti ambientali ad essi connessi".

  • Fondamentali sono i principi dell’autogestione e della compartecipazione finanziaria pubblico-privata per l’attuazione, manutenzione e la gestione delle opere e degli interventi.  Il tratto saliente dei Consorzi è infatti l’autogoverno, che caratterizza l’istituto consortile, pur presentando qualche debolezza.  La rappresentatività delle categorie interessate all’attività di bonifica è anche il dato principale a favore di un eventuale riconoscimento dei Consorzi di bonifica come autonomie funzionali

 

  • Queste caratteristiche sono anche tra quelle che escludono che i Consorzi di bonifica possano essere considerati enti strumentali o dipendenti dalla Regione, come lo esclude il potere di imporre tributi e l’autogoverno. I Consorzi si trovano in rapporto di estraneità anche rispetto al sistema delle autonomie locali, in quanto difettano dei requisiti della territorialità e “rappresentatività diretta o indiretta degli interessi comunitari”, come si esprime anche la Corte Costituzionale nella sentenza n. 164 del 1990 91 .

 

NELLO SPECIFICO:

 

  • La funzione di gestione delle risorse idriche ad uso prevalentemente irriguo rientra a pieno titolo tra le competenze che la legge attribuisce ai Consorzi di bonifica, i quali sono consegnatari, con diretta responsabilità di gestione, di opere pubbliche demaniali, mentre le funzioni che riguardano la tutela e la salvaguardia dell’ambiente in senso lato vengono svolte invece in collaborazione con altri soggetti istituzionali. La gestione razionale delle risorse idriche rappresenta altresì, come emerso da quanto precedentemente esposto, uno degli aspetti più rilevanti della pianificazione di bacino, perché incide in modo decisivo sull’assetto socioeconomico del territorio e perché ha dirette ripercussioni sulla riduzione del rischio e sulla valorizzazione

La legge 183 del 1989 prevede infatti tra le sue finalità, oltre alla difesa del suolo, il risanamento delle acque e la fruizione e gestione del patrimonio idrico, ma è con la legge n. 36 del 1994, conosciuta come legge Galli, che l’acqua non è più considerata come un bene, ma come una “risorsa” che va salvaguardata e che in quanto tale è potenzialmente in grado di produrre utilità diverse. Dalla azione di difesa si passa con questa legge ad una azione positiva di salvaguardia, che ha come misura il soddisfacimento delle aspettative e dei diritti delle generazioni future e che deve portare alla realizzazione di un equilibrio tra le disponibilità delle risorse e i fabbisogni per i diversi usi 72 . La legge Galli deve, in ogni caso, mantenere i suoi stretti legami con la legge 183, in una ottica che identifichi nell’Autorità di bacino il cardine del sistema di gestione delle acque e del suolo. Solo a scala di bacino infatti possono essere valutate le compatibilità tra le diverse ipotesi di utilizzazione e localizzazione dei punti di prelievo e delle restituzioni delle acque utilizzate. Qualità e quantità devono quindi essere valutate contestualmente nell’ambito del piano di bacino.

 

Da questo quadro generale e sommario sulla gestione delle risorse idriche e delle acque di bonifica, emerge che il legislatore è teso a garantire anche gli obiettivi legati a un consumo idrico sostenibile e che i Consorzi di bonifica sono coinvolti, in qualità di gestori della rete dei canali di bonifica ed irrigazione, alla realizzazione di questo scopo.  

 

  • L’area agronomico-ambientale o agraria provvede allo studio delle direttive di trasformazione fondiaria e dei piani relativi allo studio, in collaborazione con l’area tecnica, dei piani di classifica dei terreni agli effetti del riparto dei contributi consortili. Provvede inoltre alla compilazione dei progetti per l’esecuzione delle opere agrarie, all’assistenza tecnica alle proprietà consorziate, allo svolgimento di attività dimostrativa e di sperimentazione agraria. E’ competente in materia di compilazione dei piani di riordinamento fondiario, all’organizzazione e sorveglianza della distribuzione dell’acqua nelle gestioni irrigue consorziali e sulle valutazioni a fini di esproprio. Collabora con l’area tecnica nell’impostazione dei progetti per l’esecuzione delle opere pubbliche di bonifica e di quelle di miglioramento fondiario comuni a più fondi.

 

COME SONO STATI GESTITI I CONSORZI IN CALABRIA

  •  In questo racconto è necessario puntualizzare un momento di svolta che si realizza nel 2009 con la riforma che riduce i Consorzi da 17 a 11. Non è tanto la riduzione nel numero ad essere fondamentale  ma è il diverso approccio con cui le amministrazioni elette affrontano il loro incarico. Comincia a delinearsi una strategia, cambia finanche il lessico utilizzato, concetti come sostenibilità efficienza efficacia diventano pane quotidiano. Cominciano percorsi faticosi che vedono il passaggio da bilanci di tipo finanziario  che definire semplici rendicontazioni era molto generoso a bilanci economico patrimoniali con l’individuazione dei centri di costo delle varie attività che permettono un monitoraggio vigile sulle varie gestioni. Finisce finalmente nel 2016  quella anomalia che caratterizzava la regione Calabria nel panorama del paese Italia in relazione alla mancanza dei piani di classifica  che  è lo strumento che consente  legittimamente l’emissione dei tributi.

 

  • E’ indubbio che il venir meno dei contributi regionali, basti pensare alle spese generali della forestazioni che scendono in due momenti fino alle attuali 3,5% , e ai contributi sulla manutenzione degli impianti irrigui e ai contributi sulla manutenzione del reticolo scolante di competenza dei Consorzi diventati quasi nulli, abbia accelerato il percorso di transizione del nostro Ente quasi pubblico (pur non essendolo) a  Ente  pubblico economico che agisce con parametri di impresa, che in parole povere cammini con le proprie gambe

 

  • Deve essere ben chiaro che le problematiche finanziarie dei Consorzi in Calabria derivano dall’ingente credito che essi vantano nei confronti della Regione. Nel nostro caso si tratta di svariati milioni circa 10 compresi quelli avanzati da Catanzaro. Nonostante tutto con il percorso iniziato nel 2010, con l’inserimento in organico di specifiche competenze , avvalendosi anche di consulenze esterne si è riusciti oramai da 4 anni, quasi in continuità, ad avere il Durc unico caso tra i Consorzi di Bonifica in Calabria. Motivo di orgoglio dell’Amministrazione e della struttura che deve però essere un punto di partenza per il raggiungimento dell’efficienza e dell’efficacia delle nostre attività

 

  • Fino al 2010  l’organizzazione del Consorzio, il suo personale non era propriamente finalizzato al raggiungimento degli obiettivi. L’intromissione della Politica nell’inserimento dei propri favoriti era alquanto marcata. Problemi economici non ve ne erano molti perché indirettamente la Regione tramite la Forestazione con le spese generali al 10% + 3%  aiutava i consorzi. Pe molti, di stretta vicinanza con le governance del tempo,  non tanto per quelli del crotonese, venivano utilizzati altri strumenti  vedi le somme urgenze per aiutare finanziariamente i Consorzi. Lo stesso personale erroneamente riteneva di avere lo status di dipendente pubblico, assumendone i lati negativi.

 

  • Nell’organigramma di Consorzi fino al 2010 esisteva la figura del Direttore generale e le figure dei dirigenti di settore. Essendo tre le aree avevamo tre dirigenti.  Anche in relazione alla spending review fu  deciso per tutti i Consorzi di passare alla figura del Direttore Unico. Come figure intermedie,  come quadri i tre Capisettore. Il ruolo del Direttore è stato ricoperto sempre da soggetto qualificato  avente un contratto a tempo indeterminato. Una volta nominato restava in tale funzione fino alla quiescenza.  E’ abbastanza chiaro come in tal stato di cose non essendo la Responsabilità della Conduzione legata agli obiettivi, ai risultati, la fase del percorso di transizione  intrapreso verso L’ente – che ragiona in parte da impresa  sia stato più lento di quanto sarebbe stato possibile e necessario.

 

 

IL PERCORSO DA ATTUARE  NELL’EVOLUZIONE DELLA GESTIONE DEL CONSORZIO.

 

  • In estrema sintesi,  il cambiamento di prospettiva nella gestione dell’Ente ci condurrà  a perseguire alcuni  percorsi metodologici e concettuali. La necessaria prospettiva manageriale che stiamo cercando di realizzare per il nostro Ente è sinonimo di conduzione razionale dell’organizzazione che ne sta dietro. Questo comporta porsi i problemi:
  • In merito all’organizzazione
  • In merito alla gestione
  • In merito alla misurazione economica delle proprie attività

E quindi

  1. Aver chiaro l’ esplicitazione degli obiettivi a cui si è indirizzati
  2. Avere una adeguata strategia con adeguate risorse rispetto agli obiettivi
  3. Mettere in atto una adeguata gestione corrente
  4. Avere una organizzazione in grado di far fronte al raggiungimento degli obiettivi

 

  • Questo tipo di approccio porta gioco forza ad operare in termini di Efficacia ed Efficienza.

Infatti un sistema di guida manageriale consente di valutare costantemente  le efficienze e l’efficacia della gestione. Quindi auspichiamo e  prospettiamo una conduzione del Consorzio secondo logiche di tipo economico-aziendali -manageriali. Il nostro Ente produce valore nella misura in cui rispondiamo in modo adeguato ai bisogni della nostra collettività nell’erogazione di beni e servizi attraverso la gestione di impianti e manufatti demaniali regionali.     Si realizzerà in questa ottica un sistema gestionale che porterà ad avere un impatto importante dell’azione amministrativa, innalzerà la qualità delle prestazioni fornite e sarà tassello rilevante in merito allo sviluppo della competitività territoriale.

 

  • La massima attenzione della auspicata conduzione manageriale dell’Ente dovrà essere rivolta agli aspetti economici e finanziari, aspetti diversi anche se  entrambi correlati alla gestione.
  • Il nostro Ente si troverà in una situazione di equilibrio economico quando il flusso dei nostri proventi sarà durevolmente in grado di fronteggiare il flusso dei costi (il costo dell’erogazione dei nostri servizi).
  • Il nostro Ente si troverà in una situazione di equilibrio finanziario quando il flusso delle Entrate è costantemente in grado di fronteggiare il flusso delle uscite.

 

LA SITUAZIONE ORGANIZZATIVA ATTUALE.

 

  • L’evoluzione normativa anche nei Consorzi ha portato al conferimento dell’incarico del ruolo di Dirigente come Direttore Unico  utilizzando il contratto a tempo determinato. Andato in pensione l’ing. Schipani che ricopriva il ruolo di Direttore Unico ed avendo manifestato l’indisponibilità a ricoprire tale funzione l’ing. Ammirati anche lui a quel tempo Dirigente nel ruolo di Vice Direttore , si è provveduto a nominare intuitus  personae,   con delibera della Deputazione Direttore Unico con contratto a tempo determinato di 5 anni l’Avv. Gangale. Abbiamo tre Capi Settori e poi abbiamo le unità operative ed i singoli uffici.
  • Quando si parla di conduzione manageriale  si intende che essa è realizzata congiuntamente  dalla Deputazione e dal Direttore il quale è nominato   e dipende direttamente dalla stessa. Nell’auspicabile gioco di squadra da realizzare  e nella assunzione della consapevolezza delle responsabilità da assumere devono essere inoltre coinvolti a pieno titolo i Capi Settori.
  • In correlazione a quanto sopra detto sull’evoluzione a cui sta andando incontro il nostro ente , abbiamo deciso di redigere un cd. Piano Industriale o meglio un piano di gestione e di sostenibilità per un prossimo quinquennio  o decennio avvalendoci della consulenza del prof Derose dell’ Unical.  Stiamo procedendo con incontri con i vari settori per ragionare e comprendere  meglio se l’attuale nostra organizzazione dei settori degli uffici e dei cantieri sia ottimale in riferimento agli obiettivi o se sia necessario apportare accorgimenti o modifiche.
  • Come già detto siamo in una fase di transizione che si sta rivelando più lunga del previsto e di quanto  sarebbe stato auspicabile. Vi è una  naturale resistenza al cambiamento, risulta chiaro il tentativo di restare nelle nostre abituali zone di confort , ma comunque ci piaccia o meno, la vita è in costante movimento, infatti nulla rimane statico e per questo ciò che oggi appare in un modo, domani potrebbe apparire in un altro.. Anche Le aziende che oppongono resistenza al cambiamento, insomma, vengono ben presto rimpiazzate da realtà nuovee dinamiche capaci di muoversi con agilità in un mondo complesso e in perenne evoluzione, sfruttando strumenti tecnologici con cui migliorare costantemente il business, incentivare lla creazione di sani rapporti umani in azienda.  Intendiamoci, siamo in un settore della gestione dell’acqua che per motivi comprensibili risulta essere molto attraente per altri soggetti dediti al  profitto.
  • Sulla resistenza al cambiamento “Cambiare è più rischioso che non cambiare Ciò che serve, per affrontare al meglio questo timore, è presentare un’onesta analisi dei rischi e dei vantaggi per permettere alle persone di osservare in prima persona la situazione reale, libera cioè da qualsiasi pregiudizio di fondo. Fare assumere quindi la consapevolezza di ciò che si fa.
  • Lo sforzo in cui siamo impegnati è quello di avere una visione del futuro, di come questo Ente nel prossimo decennio possa calarsi nella realtà  territoriale negli aspetti economici, ambientali e produttivi e possa nel cambiamento rafforzare la sua identità. Siamo consci che il nostro Ente per quell’incontro che si realizza tra pubblico e privato nella gestione del territorio  rappresenta quanto dui più moderno ci sia per affrontare in modo consapevole le sfide che ci attendono.
  • Abbiamo una forte eredità del passato di cui comunque bisogna tenerne conto. E comunque bisogna essere consapevoli che era un altro il contesto in cui ci si muoveva. Probabilmente non si possono affrontare le sfide a cui siamo tenuti con i metodi e le pratiche e l’organizzazione  di 20 anni addietro. In questa nuova visione che fa assurgere all’apogeo la consapevolezza di quel che facciamo, è fondamentale la condivisione e il gioco di squadra della struttura.
  • Il management deve porsi l’obbiettivo, e quindi averne le motivazioni e le capacità , di creare questo percorso in un’ottica di servizio e di protezione  nei confronti di tutto il personale, se il concetto di responsabilità diventa fondamento nelle dinamiche consortili allo stesso modo non deve mancare il supporto e la protezione della struttura.
  • Ancora non ci siamo. Non dobbiamo illuderci. Il percorso è ancora lungo. Ci stiamo accontentando di piccoli passi. Le incrostazioni del passato, le abitudini radicate, le convenienze di reiterare comportamenti non più consoni al contesto in cui siamo calati        e la costante paura di non prendersi le proprie responsabilità e soprattutto di scaricarle agli altri  sono le cause del ritardo che si sta accumulando nella fase di transizione.
  • Ma bisogna andar avanti.
  • Mio malgrado debbo pure costatar,  nel percorso di redazione del Piano di gestione  (piano industriale) con la consulenza del prof. Derose,  che pur essendoci stata una condivisione dell’idea dal punto di vista formale non vi è stata poi nella pratica quotidiana un impegno costante .  Come se fosse una perdita di tempo, una stravaganza dell’AMMINISTRAZIONE   IN UN MOMENTO IN CUI CI SONO TANTE ALTRE COSE DA FARE.

E’ questo tipo di approccio che porta la conseguenza della sfasatura della tempistica.

  • Insieme al nostro abituale partner informatico stiamo programmando la naturale evoluzione del processo di informatizzazione già adottato in modo che sia parte integrante del piano di gestione.
  • Di concerto con il nostro partner sulla formazione stiamo anche programmando una continua formazione del personale che ci possa consentire di essere pronti per affrontare le sfide che ci attengono
  • La sostenibilità del nostro Ente passa dalla capacità di attuare nel tempo possibile alcuni percorsi che mi sento di definire fondamentali. Abbiamo l’obiettivo di gestite le reti di distribuzione irrigua alla stessa stregua di quello che avviene per il potabile. Rispondere della manutenzione dell’impianto e quindi della fornitura della risorsa idrica fino all’entrata nell’azienda agricola dove sarà installato il misuratore. Lasciando cosi alla stessa azienda la libertà di gestire la distribuzione nel perimetro aziendale per come meglio si creda. Da simulazioni di progetto che abbiamo realizzato con gli stagisti provenienti dall’Unical  risparmieremmo ben il 35% di manutenzione sull’intero impianto.
  • La sostenibilità del nostro Ente passa anche dalla capacità di cogliere le opportunità che si presentano. La congiuntura della crisi bellica ed energetica ha aperto le possibilità ad ulteriori forme di investimento tramite partenariato sull’energia rinnovabili. Vedi pannelli fotovoltaici sugli specchi di acqua che gestiamo.
  • Nel nostro Ente siamo carenti in quanto  professionalità del settore Agrario. Nel futuro dobbiamo immaginare e provare a realizzare una possibile attività che  ci veda pronti a fornire alle nostre aziende consorziate servizi di ti tipo agronomico e di consulenza ai fini dell’implementazione di innovative tecniche di irrigazione, dare quindi un’ anima agricola più marcata.
  • Nella prima metà di ottobre procederemo all’inaugurazione con il gruppo Zilio della centralina  idroelettrica sul bacino del Neto. Utilizzeremo questa occasione per invitare autorità  locali, regionali e nazionali,  per presentare in modo compiuto come sia possibile col buon senso far convivere le esigenze di produzione elettrica di cui il nostro paese ha bisogno con le necessita di produzione agricola di cui il nostro paese ne ha altrettanta necessità. Festeggeremo anche il centenario dei Consorzi di bonifica  che nel 1922 a san Donà del Piave decisero di diventare sistema. E vorremmo presentare anche alle autorità regionali il piano di gestione(piano Industriale)

 

QUELLOCHE ABBIAMO PROGETTATO.

 

E’ fatto notorio che il Consorzio gestisce impianti vetusti ed ammalorati in molti tratti e. Per ovviare a tali problemi l’Ente Consortile ha avviato negli ultimi anni con propri fondi, visto la mancanza di interventi   da parte dell’Ente Proprietario, progettazioni per bandi di finanziamento pubblico riguardanti la ristrutturazione e l’adeguamento degli impianti in gestione.

Al momento si annoverano già finanziati:

  1. Già finanziato, con Delibera CIPE n.54/2016 e 12/2018, invece il progetto di messa in sicurezza sismica dell’invaso di S.Anna per un importo di circa 6 milioni di euro. Tale  progetto, appena consegnato e già inviato allo studio della Commissione dell’Ufficio Dighe, ha come intervento principale la sostituzione del tubo in acciaio DN 1600 che si trova all’interno della galleria di invaso che carica il Lago  di S.Anna.

 

  1. Il progetto esecutivo di “Adeguamento e miglioramento del sistema di adduzione per il risparmio idrico e per l’efficientamento dell’uso della risorsa - sistema irriguo altopiano di Isola Capo Rizzuto e Fondovalle Tacina.              Il progetto riguarda la sostituzione di un tratto di condotta adduttrice principale in agro di Petilia e l’installazione di circa 2500 misuratori di IV livello per un importo di circa 8 milioni di euro, progetto a valere sui fondi FSC 2014-2020 sottopiano 2 che si è classificato primo in Italia. Appena finanziato con Decreto Ministeriale n. 102103 del 03.03.2022 . Sta andando in gara

 

  1. Progetto Esecutivo: “Progetto per la messa in sicurezza ed adeguamento normativo delle condotte in cemento-amianto dell’impianto irriguo Consortile dell’altopiano di Isola Capo Rizzuto” LOTTO 3 e LOTTO 4 --------      Il progetto, a valere sui fondi PNRR, riguarda la sostituzione delle condotte in cemento amianto con tubazioni in PE-AD nei Lotti Irrigui 3 e 4 nei Comuni di Isola Capo Rizzuto, Cutro e Crotone, presentato nella prima data del 25 settembre 2021, dichiarato ammissibile ed in fase di potenziale finanziamento per un importo di circa 21 milioni di Euro. Il decreto di finanziamento si dovrebbe avere per ottobre.

 

  1.  Progetto Esecutivo: “Progetto per gli interventi di razionalizzazione, adeguamento funzionale e messa in sicurezza dei principali nodi idraulici dell’impianto e sistemazione di alcuni tratti di condotte ammalorate del sistema irriguo Altopiano di Isola Capo Rizzuto e Fondo Valle Tacina”- ---------Il progetto, a valere sul Fondo PSRN 2019 per un importo di cira 20 milioni di euro, ritenuto prioritario e finanziato al quarto posto per le priorità della Regione Calabria e quindi presumibilmente attuabile nel 2024.

 

  1. Progetto Esecutivo – lavori di ristrutturazione ed ammodernamento rete irrigua della Basse Valle del Neto – 1° Lotto 2° stralcio Completamento- _______________________________                      L’intervento prevede il passaggio ad un sistema di alimentazione e distribuzione in pressione dotato della strumentazione idraulica necessaria. Sistemi di telecomando e telecontrollo per un corretto bilancio idrico. Riguarderà  circa 500 ha per un importo di € 12.799.650,00 E’ arrivato il decreto, si stanno approntando le procedure di gara

 

Sono stati invece candidati al finanziamento entro il 15 giugno 2022 con la  Legge 30-12-2020 n. 178  i seguenti progetti esecutivi, validati e provvisti di verifica:

 

  1. Progetto Esecutivo: “Progetto per la messa in sicurezza ed adeguamento normativo delle condotte in cemento-amianto dell’impianto irriguo Consortile dell’altopiano di Isola Capo Rizzuto” LOTTO 1 -------   -------                       Il progetto, a valere sul Fondo della Legge 178/2020, riguarda la sostituzione delle condotte in cemento amianto con tubazioni in PE-AD  nel Lotto irriguo 1 nei Comuni di Isola Capo Rizzuto, Cutro , in fase di presentazione entro il 15 Marzo, per un importo di circa 38,2 milioni di Euro.

 

  1. Progetto Esecutivo: “Progetto per la messa in sicurezza ed adeguamento normativo delle condotte in cemento-amianto dell’impianto irriguo Consortile dell’altopiano di Isola Capo Rizzuto con sostituzione valvole sottese alla vasca SA3 al LOTTO 2” -          ------------       Il progetto, a valere sul Fondo della Legge 178/2020, riguarda la sostituzione delle condotte in cemento amianto con tubazioni in PE-AD  nel Lotto irriguo 2 e la sostituzione delle apparecchiature sottese alla vasca di carico nei Comuni di Isola Capo Rizzuto, in fase di presentazione entro il 15 Marzo, per un importo di circa 35,5 milioni di Euro.

 

  1. Progetto Esecutivo: “Progetto per l’implementazione del sistema di telecontrollo e tele gestione dell’impianto irriguo consortile Fondo Valle Tacina - Altopiano di Isola Capo Rizzuto” - ------------------------------                       Il progetto, a valere sul Fondo della Legge 178/2020, riguarda il completo rifacimento con implementazione del sistema di telecontrollo dell’intero impianto con la conseguente installazione di valvole a fuso, valvole a farfalla, misuratori di II, III livello etc, nei Comuni di Isola Capo Rizzuto, Cutro , Crotone, Petilia Policastro, Mesoraca, in fase di presentazione entro il 15 Marzo, per un importo di circa 27,5 milioni di Euro.

 

 

  1. Progetto Esecutivo: “Progetto per la messa in sicurezza ed adeguamento normativo delle condotte in cemento-amianto del Fondovalle Tacina e l'installazione di sistemi per il risparmio idrico e migliore gestione della risorsa idrica  --------------------------------------------  ------------                            Il progetto, a valere sul Fondo della Legge 178/2020, riguarda la sostituzione delle condotte in cemento amianto con tubazioni in PE-AD nel Fondo Valle Tacina nelle località di Cerasara in agro di Petilia Policastro, Palombella e Condoleo in agro del Comune di Cutro e la sostituzione di circa 1800 idranti con misuratori di IV livello tipo Hydropass . Progetto in fase di presentazione entro il 15 Marzo, per un importo di circa 27,3 milioni di Euro.
  2. Progetto Esecutivo: Lavori di ristrutturazione ed ammodernamento rete irrigua della Bassa valle del neto – 2° Lotto III Distretto.  --------------  L’intervento porterà ad una conversione delle modalità di irrigazione della superficie attualmente irrigata a scorrimento per oltre 1240 ha, con la realizzazione di condotte in pressione e sistemi di misurazione delle portate all’utenza- Importo di € 14.626.000,00

Tutto questo per sottolineare lo sforzo operativo  e le ingenti  risorse economiche destinate,  che il Consorzio ha messo in campo al fine dell’ammodernamento delle condotte  per poter giungere ad un uso razionale e efficiente della risorsa idrica.

                                                                                                 Il Presidente

                                                                                                 Roberto Torchia


Pubblicata in data: 09/08/2022


Ultimo aggiornamento: 01/01/1970 00:00:00